Bambuseti in Cina

Visita ad un bambuseto con il Professor Tan, cinese, che insegna all’Università di Kunming e cura diversi Bambuseti in Cina.
In Cina l’università gestisce vivai di bambù in circa metà del suo territorio.
Il Consorzio Bambù Italia ha un accordo con il Professor Tan di consulenza e di fornitura del materiale genetico idoneo a realizzare le piantagioni a scopo commerciale ed industriale in Italia.

Un bambuseto…idea originale

“Mai avrei potuto pensare che quel viaggio in Oriente avrebbe cambiato per sempre la mia vita! Per me è stato“amore a prima vista”;quando ho capito e intravisto concrete possibilità per il mio futuro, sono ritornato nei luoghi che mi hanno affascinato e attratto così profondamente, per vedere, sapere e conoscere tutto sulle“miniere verdi” più belle al mondo; il Bamboo Gigante, varietà Moso, che crea le foreste ecologiche più estese del pianeta”.

Per Fabrizio Pecci, 46 anni, di Saludecio, laureato in Scienze Politiche, possiamo affermare che”galeotto fu quel primo viaggio” per vedere Bambuseti in Cina e Giappone; egli infatti non ne fece una meta passiva di turismo, ma, da abile imprenditore agricolo, diede una svolta incredibile alla sua vita, cominciando a interessarsi attivamente su come coltivare la qualità gigante Moso (di tipo edibile) in Italia, nella sua terra, a Saludecio, dove siamo andati ad intervistarlo.

Bambuseti in Cina

Il primo Bambuseto in Europa

Intervista a Fabrizio Pecci – Presidente del Consorzio Bambù Italia

“L’idea è partita da quel famoso viaggio; lì ho avuto modo di apprezzare l’economia che si sviluppa attorno alle piantagioni di bambù. Gli impieghi di questa pianta, della quale se ne contano 1400 specie, sono sorprendenti: in Cina ne ricavano steccati e recinzioni per giardini o terreni, fanno pavimenti e parquet, fabbricano mobili, si utilizzano le foglie come contenitore ecologico del cibo, si ottengono filati di alta qualità mentre i germogli vengono impiegati a scopo alimentare. Ma non basta, i cinesi ne ricavano ottimi prodotti cosmetici, oggettistica per casa e usi di cucina (bachette per riso), pellet e cippato, alimentazione per animali (foglie); tutto questo e tanto altro da lasciar sbalordito chiunque, perché, dall’economia del bambù, derivano 1500 diverse applicazioni industriali e commerciali”.

Quindi in quei Bambuseti in Cina ha intravisto grandi opportunità?
“Si, non solo per l’agricoltura italiana, ma per tutta la zona temperata Europea;ho scoperto che impiantare un bambuseto varietà Moso, sarebbe stato ideale perchè perfettamente compatibile con la nostra zona climatica”

Come ha fatto ad approfondire le tecniche di coltura dei Bambuseti in Cina per poi portarlo in Italia?
”Ho contattato i massimi esperti mondiali (Giappone e Cina);in oriente ci si educa a questo tipo di coltivazione all’Università di Agraria come da noi si impara a coltivare il pesco, il melo. In Cina milioni di ettari sono coltivati a bambù e per loro è naturale sia così; trovano invece sia strano usare il bambù solamente a scopo ornamentale come facciamo noi”.

In Italia è una rarità vedere bambù!
“La pianta fu introdotta 40-50 anni fa al solo scopo ornamentale (es. Gardone Riviera Giardino Botanico Hruska ndr). Noi abbiamo visto questa pianta bellissima, magnetica, e l’abbiamo utilizzata per fare siepi o piccole oasi verdi lacustri, ricreando il paesaggio dove nasce spontanea, ma sono state impiegate tipologie di bambù nane, molto piccole”

Quale esperto le ha insegnato tutto sul meraviglioso mondo del bambù?
“Il Professor Tan, cinese, che insegna all’Università di Kunming. In Cina l’università gestisce vivai di bambù in circa metà del suo territorio; organizzai un accordo di consulenza e di fornitura del materiale genetico idoneo a realizzare le piantagioni a scopo commerciale ed industriale in Italia. Non potevo andare dai vivaisti che sviluppavano colture di tipo ornamentale; volevo impiantare un tipo di bambù diverso, avevo un altro obiettivo. Dovevo essere certo che la qualità della pianta fosse perfetta, visto che l’unico interesse era quello di garantirne un’alta qualità come importatore e rivenditore”

Quindi è riuscito a far arrivare i primi semi in Italia?
“Si, selezionati e garantiti dall’Università Cinese di Agraria. Ho cominciato a produrre le prime piante di bambù nel vivaio attrezzato sui miei terreni, a Saludecio”.

Il clima quindi era favorevole?
“Perfetto; le piantine hanno iniziato ad andare sul mercato e, a questo punto, ho costituito una struttura commerciale che tutelasse gli imprenditori che, come me, volevano impiantare sui propri terreni un bambuseto; ho creato il Consorzio Bambù Italia che attualmente è una Srl, ma presto diventerà una S.p.A”.

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